ANCHE L'OVVIO E' IN BILICO (CARLOS)

lunedì 30 giugno 2008

Ogni popolo ha il caimano che si merita

Indipendent: Berlusconi imbarazzante per la democrazia
Lunedì, 30 giugno 2008

Silvio Berlusconi "rimane un motivo di imbarazzo per la democrazia", scrive oggi il domenicale britannico Independent on Sunday in un editoriale che analizza l'azione del presidente del Consiglio nei suoi primi cinquanta giorni di governo dopo la vittoria alle elezioni di aprile.

Il giornale e' negativo su tutta la linea: a suo giudizio Berlusconi ha dato prova dei suoi "istinti fondamentalmente non democratici" quando ha proposto "una draconiana schedatura razziale" dei bambini rom, "è ritornato al suo tema legislativo preferito e cioè la sua autodifesa da varie accuse di corruzione" e ha dichiarato guerra alla magistratura e a quei settori del giornalismo che "gli vogliono chieder conto".

Quest'azione e' stata portata avanti con il tipico modo "sfacciato e ostentato" di Berlusconi che - afferma l"Independent on Sunday' - "ricorda il direttore di un circo se non fosse cosi' sinistro".

"La leadership di Berlusconi e' una tragedia per gli italiani anche se la scomoda verita' e' che moltissimi di loro lo hanno votato", sostiene il domenicale a detta del quale "le nazioni hanno i leader che si meritano ma di sicuro l'Italia e l'Europa si meriterebbero qualcosa di meglio di Silvio Berlusconi".

rainews24

giovedì 26 giugno 2008

Dalla parte di Donadoni

Dalla parte di Donadoni. Dalla parte di uno fuori dal coro, poco allineato con i potentati del calcio e dei mass media. L'esatto contrario di quel furbacchione di Lippi, dentro fino al collo (al pari del figlio) negli intrallazzi di Moggi & Co. Lippi, uno che gran parte degli scudetti li ha vinti proprio con Moggi "in campo" e che in Germania, diciamo la verità, gli è andata parecchio di culo. Uno che dopo Berlino ha inscenato l'addio alla nazionale costruendosi una passerella mediatica e stucchevole. In realtà l'accordo con la Federcalcio era già stabilito e pianificato: due anni di ferie per poi riprendersi i mondiali del 2010.
Dalla parte di Donadoni. Uomo di sport, campione normale, antidivo. Bergamo e nuvole, la faccia triste dell'Amerika.

(s.b.)

mercoledì 25 giugno 2008

Ciao Milano!

Questa sera Rock solenne nel Tempio di S. Siro.
Celebra il Reverendo Springsteen
Per l'occasione si segnala questo articolo.

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Il fan-scrittore
«Quando ha detto "questa è per Leonardo" mi è mancato il fiato»
Leonardo Colombati, l'autore di «Come un killer sotto il sole», racconta l'incontro con Bruce Springsteen

Lui a Springsteen ha dedicato un libro, «Come un killer sotto il sole. Il grande romanzo americano» (Sironi). Il Boss ha gradito e, per ricambiare, gli ha suonato «Jungleland». Lui è lo scrittore romano Leonardo Colombati, autore di due romanzi (l'ultimo, per Rizzoli, si intitola «Rio») e di un volume che analizza la poetica springsteeniana come un'opera letteraria. «Quando a dicembre a Parigi l'ho sentito dire "Questa è per Leonardo", mi è mancato il fiato. E poi ho pensato: "Accidenti, Bruce è pure uno di parola"». Sì, perché i due si erano incontrati nei camerini a Colonia pochi giorni prima: «È tutto come te l'eri sempre immaginato: Springsteen è l'antidivo per eccellenza, alla mano, gentilissimo. Era onorato della prefazione al mio libro scritta da uno dei suoi miti, Ennio Morricone». Il clima nel backstage è molto simile a quello di una gita tra vecchi amici: «C'è Little Steven che racconta delle sue origini calabresi, Clarence Clemons che fa il verso a qualcuno... con Springsteen abbiamo discusso soprattutto di letteratura e della nostra comune passione per Philip Roth. Poi, naturalmente, di musica: mi ha confessato che il concerto a Milano del 2003 sotto quell'acquazzone tremendo è stato uno dei top top top five di tutta la sua carriera». Ma questa potrebbe davvero essere l'ultima tournée della band? «Forse così lunga sì, però non sembrano proprio arrivati al capolinea. Anzi, suonano meglio di quando erano giovani...».

(Corriere della Sera)


lunedì 23 giugno 2008

The Heart of gold

Painting from the Chrome Dreams II Tour, by Eric Johnson.

Hey hey, my my
Rock and roll can never die
There's more to the picture
Than meets the eye.
Hey hey, my my.

Out of the blue
and into the black
You pay for this,
but they give you that
And once you're gone,
you can't come back
When you're out of the blue
and into the black.

The king is gone
but he's not forgotten
Is this the story
of Johnny Rotten?
It's better to burn out
'cause rust never sleeps
The king is gone
but he's not forgotten.

Hey hey, my my
Rock and roll can never die
There's more to the picture
Than meets the eye.

Neil Young - Hey Hey, My My (Into The Black)
Album: Rust Never Sleeps - 1979

Long as I can see the light...

1970

Side one
Ramble Tamble
Before You Accuse Me
Travelin' Band
Ooby Dooby
Lookin' Out My Back Door
Run Through the Jungle

Side two
Up Around the Bend
My Baby Left Me
Who'll Stop the Rain
I Heard It Through the Grapevine
Long as I Can See the Light

sabato 21 giugno 2008

Il momento

Io, il caffè sul davanzale, in attesa che l’aria filtri
dal basculante per intiepidirlo,
un’unghia stritolata tra i denti, e nient’altro come compagnia.
L’occhio cerca un punto fisso, statico ed immobile,
non voglio seguire nulla, nemmeno i pensieri,
non voglio nulla di meccanico, elettrico o dinamico.
Voglio una cosa alla pari, vedere in faccia quello che cerco,
ferma come il respiro che trattengo, nell’immaginarla.
Voglio il mio momento, quello di nessun’altro,
voglio essere qui’ solo per me.

(Coperton Buick)

giovedì 19 giugno 2008

Il suo canto libero

(s.b.)

I cerbiatti e i coccodrilli

Un giorno due cerbiatti si allontanano dalla radura e si perdono.
Allora chiedono ad una grande quercia la strada per ritornare a casa. La quercia, che conosce tutta la foresta e gli animali che ci vivono, risponde a loro che l'unica via è quella di attraversare un fiume impetuoso, dove si nascondono dei minacciosi coccodrilli. Dopo aver ringraziato la grande quercia i due cerbiatti si mettono in cammino. Arrivano al fiume. Poi decidono di costruire una passerella fatta con dei tronchi d'albero per poter attraversare il fiume ed evitare l'attacco dei coccodrilli. Quindi, armati di grande coraggio, affrontano il pericolo. Durante la loro impresa i coccodrilli cercano di attaccarli divorando con ferocia i tronchi. Successivamente i cerbiatti perdono l'equilibrio e cadono nel fiume. La corrente li trascina lontano salvandoli. Alla fine, grazie al fiume, ritrovano la loro casa lasciando a bocca asciutta quelle brutte bestie feroci!

(Little Max Buick)

martedì 17 giugno 2008

Buon Viaggio Maestro

“Ho ancora nel naso l'odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato. Ho ancora nelle orecchie e sin dentro il cervello il rumore della neve che crocchiava sotto le scarpe, gli starnuti e i colpi di tosse delle vedette russe, il suono delle erbe secche battute dal vento sulle rive del Don.”
Mario Rigoni Stern - Il sergente nella neve
(s.b.)

Il confine


THE LINE
Il confine

Presi Il congedo a Fort Irwin
e presi un posto al confine della contea di San Diego
era strano essere di nuovo un civile
dopo tanto tempo,
mia moglie era morta un anno prima,
stavo ancora cercando di rimettermi insieme.
Andai a lavorare per il Servizio Immigrazione
con la Polizia di Confine della California

Bobby Ramirez aveva già dieci anni di anzianità;
diventammo amici.
La sua famiglia era di Guanajuato.
perciò per lui lavorare sul confine era un'altra cosa.
Diceva "rischiano la morte nel deserto e sulle montagne
danno tutto quello che hanno al racket del contrabbando
li rimandiamo a casa e loro ritornano:
Cari, la fame ha un potere incredibile"

Io facevo quello che mi dicevano di fare
tenevo la pista stirata e pulita
la notte inseguivo le loro ombre
negli arroyos e nei burroni:
corrieri della droga, contadini con famiglia
donne giovani con bambini piccoli,
ogni notte li aspettavamo nei canyon
per impedirgli di varcare il confine

La prima volta che la vidi
fu nel recinto dei fermati;
incrociammo lo sguardo e lei distolse gli occhi
e poi mi guardò di nuovo.
Aveva i capelli neri come il carbone
gli occhi mi ricordavano quello che avevo perduto
portava in braccio un bambino che piangeva
e io chiesi: "Senora. posso fare qualcosa per lei?"

C'è un bar a Tijuana
dove io e Bobby andavamo a bere
insieme alla gente che avevamo ricacciato indietro il giorno prima.
Ci ritrovammo li, mi disse che si chiamava Louisa
era di Sonora ed era appena arrivata al Nord.
Ballamrno, la tenni fra le braccia
e sapevo che cosa fare.
Mi disse che aveva parenti a Madera County -
se solo lei, il bambino e suo fratello fossero potuti passare...

La notte venne su per l'argine
nella luce polverosa dei riflettori
li inseguivamo con la Bronco
e li ributtavamo giù nel fiume.
Lei si arrampicò sul mio furgone
si chinò verso di me e ci baciammo.
Andando avanti, la camicia di suo fratello si aprì
e vidi lo stemma attaccato sul petto

Eravamo quasi alla statale
quando la jeep di Bobby ci raggiunse nella polvere alla mia destra
accostai e lasciai il motore acceso
ed entrai nel suo raggio di luce.
Sentii che mi muovevo
mi sentii la pistola sotto la nano
restammo li a guardarci negli occhi
mentre lei correva via oltre l'arroyo.
Bobby Ramirez non ha mai parlato
io ho lasciato il confine sei mesi dopo
andando alla deriva verso la Central Valley
facendo i lavori che trovavo.
La notte giravo per i bar
e gli agglomerati dei migranti
in cerca della mia Louisa
coi neri capelli sciolti.

Album: The Ghost of Tom Joad - 1995
Copyright © Bruce Springsteen (ASCAP)

(Alessandro Sean Penn Dorigo)

lunedì 16 giugno 2008

IL CAIMANO

IL POPOLO DELLA MIA LIBERTA'.
(s.b.)

Il Viaggio e il ricordo di quella formazione


Milano, Stadio G. Meazza, Venerdì 21 giugno 1985 ore 19.00.
“Bruce springsteen & E street band - Born in the U.S.A Tour”

A pochi giorni dal ritorno di Bruce a S.Siro, voglio ricordare la formazione che intraprese quel viaggio.
La comitiva partì da Cordenons da casa di Giusto Casari, il mezzo di trasporto, una Ford Escort 1200 cc. con motore a scoppio, chiamato così perchè ogni tot. km. scoppiettava, colore tipo coppa Rimet.
Per qualcuno quello fu “il viaggio” senza ritorno, per altri un’avventura da ricordare, per altri nemmeno un ricordo.
Non senza un po’ di nostalgia, di seguito, il quintetto di allora in ordine rigorosamente alfabetico.

Canton Nicola (Freddy)
Casari Tiziano (Swinger)
Ciriani Dario (Copperton B.)
De Agostini Sergio (L’elvetico)
Fedrigo Fabio (Stock B.)
Special guest ritrovato in loco:
Dorigo Sandro (Sean P.)

(Coperton Buick)

domenica 15 giugno 2008

Maltempo che non passa? Ecco perché.

(Il Principe fotografato da un fan a casa di Stock Buick)

Ormai ci sono degli avvenimenti accertati che hanno la capacità di creare modifiche climatiche significative nel pianeta terra.
Al buco nell'ozono frutto delle emissioni di auto e ciminiere, il disboscamento della foresta amazzonica ecc si aggiunge da questa settimana ( e me ne scuso dal profondo del cuore con i metereopatici)il montaggio di radio e cd sulla mia auto.
Come tutti sanno che l'avvenimento ha valenza storica e ora climatica ( vedi grandine e temperature invernali attuali),un vero impianto con frontalino estraibile ora ora mi accompagna come un tempo fecero il mangianastri majestic sulla ritmo e l'audiola a valvole sul sierra.
Dopo quasi 15 anni anche il Principe può percorrere le strade del borgo in auto con gomito su finestrino aperto e testa in movimento come i cagnolini esposti sul retro delle vecchie Fiat 128 sport ultra fanalate.
Aggiungiamo a questo anche l'installazione nella mia reggia, da parte del gentile Dr. House dell'impianto stereo e capite che la frittata è fatta, l'estate non sarà più la stessa anzi ricordando una delle mie famosi frasi ferragostiane " l'estate è finita".
Mi scuso fin d'ora con chi ha prenotato le vacanze e con l'ERSA per aver fatto sballare ogni previsione, ma non ne potevo più di ascoltare solo il rumore del mio clacson. Grazie.

Il Principe di Borgomeduna, Commendator Cavavalier Gran Buatta Rin Spin

domenica 8 giugno 2008

Laboratorio di Desideri

La bottega del tempo

Si avvisa la cittadinanza mondiale della prossima apertura
dell’originale ed unica “Bottega del tempo”.
Abbiamo l’esclusiva della vendita del tempo,
disponibile al momento dell’acquisto, o al massimo in 15/20 gg.
se non fosse pronto presso i nostri magazzini.
Non saranno previste dilazioni o finanziamenti nei pagamenti,
al contrario, trattandosi di bene di lusso,
il prezzo sara’ tutt’altro che economico e popolare.
Sicuri della grande domanda e misurata offerta,
si consiglia di affrettarsi a contattarci sul nostro sito;
non perdiate ulteriore tempo, perche’ lo pagherete con gli interessi.
Non sono previsti sgravi fiscali,
non si ritira il tempo usato e nemmeno sara’ rottamato.
Ordinando on line, ci sara’ un’utile omaggio,
una clessidra che indichera’ la durata dell’acquisto.
Cittadini, noi vi offriamo(si fa’ per dire) quello di cui avete piu’ bisogno
e non troverete altrove, quindi non pensateci troppo,
mano al portafoglio e correte veloci a rifornirvi.
A chi e’ rimasto del tempo, non attenda ad esaurirlo tutto,
ma si precipiti a fare il pieno, il pieno di tempo, non agevolato
che vi permetta di rallentare ed assaporare quelle cose,
che solitamente superate a 100 km. all’ora.
Godetevelo fino in fondo, senza pensare a quanto costa,
non c’e’ miglior risorsa per rilassarsi felicemente.
Il tempo e’ per sempre, previo qualche piccolo e periodico rifornimento,
quindi concedetevi questo lusso, che decurtera’ il vostro c.c.,
ma rimettera’ in pace le cose che volete fare, senza guardare l’orologio.
Sono cosi’ importanti e vitali, che non hanno dimensioni di spazio,
velocita’ ma soprattutto di tempo.

(Coperton Buick)

Nucleare

E la centrale, cicale,cicale,cicale….
e la mia vita che non cicale mica…

(c.b.)

lunedì 2 giugno 2008

Borgomeduna terra di Prugne e Banane


Qualche giorno fa il Messaggero Veneto richiamava l'attenzione sul ritrovamento di banane davanti ad alcune case di Borgomeduna. Il giornale imputava la questione ad un linguaggio in codice tra nomadi per indicare le case da derubare. Invece...ecco la risposta dell'Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Pordenone.
(s.b.)

Cari amici,
avete per caso letto l'articolo del Messaggero Veneto di qualche giorno fa sul ritrovamento di banane davanti ad alcune case di Borgomeduna?
Voglio tranquillizzarvi tutti.
Non sono affatto segnali lasciati dai nomadi per indicare case da derubare. Da anni opera a Borgomeduna un gruppo di giovani eterosessuali italiani molto attivi. Sono patiti della famosa canzone di Alberto Sordi “Ma ‘ndo vai sì la banana nun ce l’hai/bella hawaiana piéte sta’ banana”. Lasciano banane davanti alle case in cui vivono signore interessate. L’eventuale presenza di altri segnali, come una mela, una caramella, un grosso zucchino o cetriolo serve a specificare i gusti della signora. Si tranquillizzino, dunque, il Presidente del Consiglio regionale Ballaman e quanti hanno segnalato il caso: non di possibili furti si tratta, ma di corna che come si sa non sono illegali.
Non serve dunque alcuna indagine da parte della Polizia municipale, che so avere cose a cui dedicarsi un tantino più serie di questa.

Cordiali saluti.
Gianni Zanolin