ANCHE L'OVVIO E' IN BILICO (CARLOS)
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giovedì 8 settembre 2011

Sport

E Calcio sia.....

Festa di colori per la super-casa della Juventus

Nuovo stadio per i bianconeri, il primo in Italia di proprietà di un club. Panchine inserite nelle tribune, come a Old Trafford, prima fila di tifosi a 7,5 metri di distanza dal campo di gioco. Costo 105 milioni, conterrà 41.000 spettatori. Grande emozione alla presentazione

Il simpatizzante ignoto

martedì 21 dicembre 2010

Ciao Vecio


Il vecio tra i padri della patria
di Maurizio Crosetti

Con quel profilo azteco, Enzo Bearzot pareva già un personaggio storico quando ancora andava in panchina, lui e la sua pipa, lui e il suo labbro tremulo per troppa emozione. Erano tempi in cui la gente tutta d'un pezzo controllava quasi ogni parte del corpo, nel tumulto emotivo: non era freddezza, era decoro. Poi, tanto, sarebbe di certo venuto il giorno della gioia piena e suprema, incontenibile. Basta aspettare, e lavorare, basta essere seri e veri.

Stava male da tempo, e da tempo non concedeva interviste, pareri, commenti, giusto qualche pezzo sulla Gazzetta. Era anche ritrosia, o forse amarezza: non poteva, il vecio, sentirsi contemporaneo di questo calcio volgare e cialtrone che pure lui non offese mai: meglio il silenzio, più dignitoso. Il silenzio che nasce per misericordia, e pudore.

Nei giorni del mundial spagnolo, i primi e più difficili, Enzo Bearzot venne ferocemente criticato da tutti. Perché si ostinava con Paolo Rossi. Perché l'Italia giocava male e lui niente, avanti così. Un testone. La sua squadra bellissima, la migliore tra quelle azzurre del dopoguerra e forse di sempre (addirittura inarrivabile per brio, freschezza, classe) fu quella del mondiale argentino del '78, dove nacque il trionfo di quattro anni più tardi. Gli "argentini" giocarono anche meglio degli "spagnoli".

Lui, Zoff, Scirea, i tre angoli di pietra di una squadra di uomini. Gente robusta dentro, pochissime parole, solo fare bene e lasciar dire. Gente come non se ne trova più, oppure bisogna saperla cercare. Gente che, nel calcio, e tra gli allenatori, non a caso arriva spesso dal Friuli, terra di valore e valori: Bearzot, Capello, ora Reja e Delneri. Perché per insegnare bisogna sapere, e per saper insegnare bisogna essere.

Enzo Bearzot appartiene ai padri della patria, non pensiamo sia un'esagerazione dirlo, e scriverlo. È nella storia vera, quella che si fa senza chiacchiere, perché lo sport è vita al quadrato, è emozione, forza, tenacia, educazione, lo sport è la strada attraversata dai sogni quando i sogni prendono corpo, e ogni tanto succede. Bearzot era perfetto, accanto a Pertini: due gemelli, non solo per la passione delle carte e dello scopone.
In un tempo che fatica a ritrovarsi, dove gli esempi e i riferimenti svaniscono e sbiadiscono, figure come Enzo Bearzot sono stelle polari, anche adesso che tutto cambia, forse più adesso di prima. Non tutto è perduto se resta la memoria, e se raccontiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti di come lottarono e vinsero quegli azzurri, soli contro tutti, anche se poi non è mica una coppa del mondo il vero trionfo. Il trionfo è essere com'era Bearzot, come dovrebbero essere tutti quelli che amano, insegnano e praticano lo sport. Schivi quanto basta, sinceri e concreti sempre. Una leggenda, una specie di zio nei ricordi di tanti. Un punto di riferimento non per ieri, ma per domani. E grazie, di cuore, per quella gioia lontana che pure non finisce mai.
(21 dicembre 2010) repubblica.it

giovedì 19 novembre 2009

I Love Eire

I LOVE EIRE


Vecchio Trap, ieri sera mi hai commosso, come mi ha commosso la nostra Irlanda: eroica, epica, d'altri tempi.
Ma il mondo ormai è di chi non ha vergogna e mai ce l'avrà.
stock buick -
Eire forever

giovedì 28 maggio 2009

Barça!!!

"Dedico esta Copa al fútbol italiano y especialmente a Paolo Maldini,
que no se preocupe porque tiene la admiración de toda Europa"
Josep Guardiola
s.b.

giovedì 26 giugno 2008

Dalla parte di Donadoni

Dalla parte di Donadoni. Dalla parte di uno fuori dal coro, poco allineato con i potentati del calcio e dei mass media. L'esatto contrario di quel furbacchione di Lippi, dentro fino al collo (al pari del figlio) negli intrallazzi di Moggi & Co. Lippi, uno che gran parte degli scudetti li ha vinti proprio con Moggi "in campo" e che in Germania, diciamo la verità, gli è andata parecchio di culo. Uno che dopo Berlino ha inscenato l'addio alla nazionale costruendosi una passerella mediatica e stucchevole. In realtà l'accordo con la Federcalcio era già stabilito e pianificato: due anni di ferie per poi riprendersi i mondiali del 2010.
Dalla parte di Donadoni. Uomo di sport, campione normale, antidivo. Bergamo e nuvole, la faccia triste dell'Amerika.

(s.b.)

giovedì 17 gennaio 2008

Bottecchia, l'ultima pedalata

SalaGrande Lunedi’ 21/01/08 –ore 21.00 Evento Speciale
BOTTECCHIA, L'ULTIMA PEDALATA di Gloria De Antoni con l'amichevole collaborazione di Oreste De Fornari e la partecipazione straordinaria di Gianni Mura - Ingresso Libero.
Dopo aver vinto alcune tappe nel 1923, Bottecchia fu il primo italiano ad aggiudicarsi il Tour de France, nel 1924, impresa che ripeterà anche l'anno seguente. Gloria De Antoni ripercorre le tappe principali dell'avventura umana e sportiva dell'indimenticato campione... I documenti filmati fanno rivivere allo spettatore i momenti esaltanti delle imprese sportive e aiutano a ricreare l'atmosfera dell'epoca ... Interverranno oltre all'autrice Gloria De Antoni, Gianni Mura, inviato di La Repubblica, Livio Jacob, Cineteca del Friuli e Sergio Bolzonello, Sindaco di Pordenone.

mercoledì 16 gennaio 2008

Rivali da sempre

Purtroppo Brother Coperton è ancora iuventino. Lui dice di aver smesso con il calcio, di essere stato in una comunità di recupero per ex tifosi/calciatori ma niente da fare. Il calcio, è vero, non lo segue più come un tempo ma, sotto sotto, è rimasto ancora iuventino. Dobbiamo portare pazienza ed aiutarlo a venirne fuori...Non ho mai capito cosa c'entri la giuventuz, quella squadra di fighette, con il rock, ma purtroppo è così...quantunquamente ed espressamente iuventino...
Forza Milan, sempre forza Milan.

Stock Buick

Italian style

Zogadori nostrani, rassa Piave
(Coperton Buick)

sabato 17 novembre 2007

A proposito di...giovani teste di cazzo

I giovani non sono abituati a capire il mondo,
sono cresciuti per essere dei consumatori,
non hanno sviluppato una coscienza critica,
galleggiano sul fiume come idioti.

(Vivienne Westwood, dal Mucchio Selvaggio nov. 07)

(C.B.)

giovedì 15 novembre 2007

A proposito di teste di cazzo

Riprendendo il commento del Governatore al post sulle teste di cazzo.

Proprio così caro Governatore. Il problema delle teste di cazzo non è solo dentro ed intorno ai campi di calcio. Una studentessa ieri muore sotto la corriera ed alcuni compagni la riprendono con il telefonino e la danno immediatamente in pasto a You Tube. Il tutto a Modena...
Viaggia a velocità sempre più alta (altro che TAV) l'inarrestabile processo di abbruttimento della specie umana. Ha ragione il Preside dell'Istituto d'Arte (la scuola della ragazza) quando afferma che è in atto "un'agghiacciante degenerazione delle relazioni umane". Proprio così. L'agghiacciante degenerazione delle relazioni umane è oggi una pandemia indebellabile. E' vero, nel mondo ci sono milioni di persone in gamba. Ma è come dire che Mussolini ha fatto anche cose buone o che a Cuba sono tutti laureati...

(S.B.)