ANCHE L'OVVIO E' IN BILICO (CARLOS)
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lunedì 5 gennaio 2015

Ciao Pino

Ciao Pino chissà che jam ora con al piano il nostro Lucio Dalla e alle tastiere Danny Federici, nel rif un duetto in falsetto con l'altro Lucio, il Battisti di sempre, mentre il Fabrizio De Andrè arpeggia un'acustica sgangherata e l'imponenza del sax di Clarence scuote le nuvole, chissà se sorriderai davanti agli stivali di Willy DeVille mentre cantate insieme "sono un cantante di blues e mi vesto male..." .
Mi piace pensarlo così quel posto magico in cui tu ora sei, un posto dove vita e musica sono legati indissolubilmente per sempre.
Ciao Pino.

Il Principe


domenica 20 aprile 2014

rock'n'roll can never die


Martedi' 08 Aprile 2014, centro polifunzionale "Le risorgive"
Il circolo culturale "Giuseppe Verdi" 
e' lieto di presentarvi i "Dimoda' on stage"
Monia Da Re, Diego Dal Bo e la straordinaria partecipazione di Coperton B.
eseguono "And i love her" & "Norwegean wood" dei Beatles



sabato 27 luglio 2013

GoodBye J.J.

J.J. Cale (nato John Weldon Cale; Oklahoma City, 5 dicembre 1938 – La Jolla, 26 luglio 2013)

 Il Principe e la Redasion

venerdì 10 maggio 2013

rock'n'roll can never die

Un festival nel nome di Joe Strummer

Il legame fra Joe Strummer e Bologna nacque con il primo storico concerto dei suoi Clash in Italia, in piazza Maggiore nel 1980
A 33 anni dal primo show a Bologna
rivive il mito dei Clash: una 3 giorni
di concerti ad alto “impatto sociale”
franco giubilei
bologna
Il legame fra Joe Strummer e Bologna nacque con il primo storico concerto dei suoi Clash in Italia, in piazza Maggiore nel 1980. Fu uno strano show, segnato dalla polemiche della scena punk movimentista bolognese, che rimproverava ai Clash di aver firmato con una grande casa discografica e allo stesso tempo malsopportava che l’evento fosse organizzato dal Comune (non correva buon sangue fra l’allora giunta Pci e il “movimento”, ndr).

Strummer da parte sua stava per farla grossa, perché voleva presentarsi sul palco con una t-shirt con la stella a cinque punte, e quelli erano anni durissimi per il terrorismo. Fu convinto all’ultimo momento che non era proprio il caso, e quella maglietta dalla piazza non la vide quasi nessuno.

Sono passati 33 anni, Joe “lo strimpellatore” (questa la traduzione del nomignolo Strummer, che in realtà si chiamava John Graham Mellor) nel frattempo è morto, nel 2002, per un problema di cuore che se l’è portato via a soli 50 anni d’età, e il Comune di Bologna ha deciso di intitolargli l’Arena Parco Nord, dove si svolgono i principali appuntamenti live all’aperto in città e dove lo stesso Strummer tenne uno dei suoi ultimi concerti nel 1999.

Probabilmente, per l’impegno politico che ha sempre caratterizzato la sua carriera, al fondatore dei Clash sarebbe piaciuto il festival che terrà a battesimo l’iniziativa, dal 3 al 5 luglio: lo “Strummer Live Festival”, organizzato dall’Estragon in collaborazione con Studio’s e Musicando, allineerà formazioni e artisti che hanno associato la loro produzione a campagne di forte impronta sociale come Manu Chao e i nostri Modena City Ramblers, o che comunque hanno fatto delle diversità culturali e musicali i loro tratti principali, è il caso di Goran Bregovic e della sua Wedding and Funeral Orkestar. Nel dettaglio, il programma della manifestazione prevede, per il 3 luglio, le esibizioni di Eusebio Martinelli con la Gipsy Aharth Orkestar, seguito da Bregovic e la sua banda e, in chiusura, dal dj set di DJ Pravda. Il 4 luglio sarà di scena Manu Chao col suo gruppo La Ventura, preceduto dai Ramblers cui, per l’occasione, si unirà l’ex cantante Cisco sulle note di “Bella Ciao”. Il 5 luglio, infine, spazio al grande reggae internazionale con Alborosie, italiano di nascita ma giamaicano di adozione, agli Africa Unite, che festeggiano trent’anni di carriera, ai Rebel Rootz e ai Mellow Mood.

Info: www.estragon.it 

lunedì 19 dicembre 2011

Rock'n'Roll can never die

Peter Buck "Non si può
essere rocker a vita"

31 anni di R.E.M. per  Peter Buck con il bassista Mike Mills e il frontman Michael Stipe

Il chitarrista dei REM: ci siamo sciolti per non fare la band di vecchi successi

REX WEINER
los angeles
Il 21 settembre, giorno in cui i R.E.M. hanno dato una scossa al mondo del rock annunciando ufficialmente la loro separazione dopo 31 anni e un ultimo album, il chitarrista Peter Buck era già andato a iniziare il resto della sua vita a sud del confine, «con il mio sombrero e un margarita, davanti alla piscina», dice a La Stampa in un'intervista esclusiva. Con il bassista Mike Mills e il frontman Michael Stipe, Buck ha registrato 15 album con il gruppo di rock alternativo, a partire dal 1979 a Athens, Georgia, e ha girato il mondo. Ma dopo aver chiuso con quella parte della sua carriera, ha preso casa in un piccolo paese messicano chiamato Todos Santos sulla costa della Baja California, dove lui e la sua fidanzata sono impegnati a lanciare un festival musicale di tre settimane, dal 5 al 21 gennaio, che ospiterà alcuni dei protagonisti più influenti della scena musicale indipendente.

Buck non ha acceso i riflettori sull’addio ai suoi due colleghi R.E.M. più noti, si è limitato a rilasciare una dichiarazione: «Ci separiamo da grandi amici». Ma nella sua prima intervista dopo l'annuncio della rottura, dice che parla a La Stampa perché «i fan italiani sono i più entusiasti sulla terra» e anche perché vuole che il mondo intero venga a Baja per il festival che spera diventerà annuale. Tutti i proventi della manifestazione andranno a beneficio della Società Palapa, un’organizzazione no-profit locale che fornisce borse di studio per i giovani studenti di Todos Santos.

Per organizzare il festival, Buck ha collaborato con il pittoresco Hotel California (www.hotelcaliforniabaja.com), costruito nel 1948 e rinnovato nel 2001, e vincitore di numerosi premi per il design e arredamento che, secondo le leggende locali, può aver ispirato la canzone degli Eagles. La musica inizia ogni sera alle 20. «Avremo due concerti ogni sera quattro volte alla settimana, per tre settimane - dice Buck - per un totale di 23 rappresentazioni». Incluso un concerto finale gratuito nella piazza cittadina. «Faremo le prove a casa mia durante il pomeriggio», ha detto Buck. Lo fa perché «la mia vita sociale è suonare per il pubblico. Lo faccio da quando avevo tredici anni».

Buck crede anche nella causa della beneficenza. «Sento che se sei parte della comunità, devi dare un contributo» ha detto, ricordando i numerosi concerti di beneficenza e il sostegno alla comunità dei R.E.M. quando erano ad Athens, in Georgia. In questo caso, racconta, ha firmato personalmente un assegno da 10.000 dollari alla Palapa a Todos Santos e sta pagando la maggior parte delle spese per il festival. Anche se tutti gli spettacoli sono gratuiti, è disponibile un certo numero di posti riservati previa donazione. Buck spera di raccogliere altri 10.000 dollari grazie alla vendita di poster e t-shirt .

Buck è stato l’ultima volta in tour in Italia con i R.E.M nel 2008. Il gruppo è stato una delle poche rock band alternative americane a suonare in Sicilia, tennero un concerto al Catania Stadium nell'agosto del 1995 durante il loro Monster Tour, grazie alla loro amicizia con Francesco Virlinzi, un produttore musicale nativo di Catania, fan dei R.E.M. Buck possiede un mandolino di fattura italiana - dono di Virlinzi, scomparso nel 2000 - che suona per lo più a casa o nel suo studio di registrazione.

Buck non vede l'ora di andare a vivere a Todos Santos, un rifugio confortevole per surfisti e artisti. Ma ammette che il giorno dell’annuncio della rottura è stato «triste». Anche un sollievo, però. Ha detto che il gruppo aveva deciso lo scioglimento due anni prima. «Volevamo andarcene su una nota alta - ha detto -. E 'stato tutto amichevole, era tempo di cambiare». Ma più che altro, è chiaro che fare parte dei R.E.M. stava diventando ripetitivo. «Ma davvero voglio uscire sul palco e suonare un’altra volta Losing My Religion ? Non voglio far parte di una band di vecchi successi». Rolling Stone , che nel 2007 lo ha incluso con il gruppo nella Rock n Roll Hall of Fame, annovera Buck tra i 100 più grandi chitarristi di tutti i tempi e il loro ultimo album in studio, Collapse into Now , è uno dei 50 migliori album del 2011.

Altri gruppi, naturalmente, anche più longevi dei R.E.M. continuano sulla strada del rock n roll. «Mi piace vedere gli Stones - ha detto Buck – e continuerò ad andare ai loro concerti. Ma quello che fanno loro non è quello che voglio fare io. Un sacco di band là fuori avrebbero dovuto chiudere i battenti molto tempo fa». In realtà, dice Buck, lui non è un animale da palcoscenico. «Mi piace suonare - ha detto - ma ci sono un sacco di altre cose che non mi piacciono. Non mi piace essere fotografato, non mi piace essere intervistato e non frequento le feste». D'ora in poi, l’avvenire di Peter Buck è un sombrero e un margarita, e suonare la chitarra con gli amici nel vecchio Messico.

www.lastampa.it

mercoledì 21 settembre 2011

rock'n'roll can never die

I R.E.M si sciolgono dopo 31 anni

Michael Stipe, il vocalist del gruppo

L'annuncio sul sito della band
Michael Stipe: la nostra è stata
una storia davvero incredibile

Dopo oltre trent'anni di onorata carriera, i R.E.M hanno annunciato il loro scioglimento: la band di Athens ha deciso di porre fine a una carriera iniziata nel 1980 e costellata di numerosi successi, fino all'ingresso nella Rock and Roll Hall of fame nel 2007.

"Ai nostri fan e ai nostri amici: come amici da una vita, abbiamo deciso di porre fine ai R.E.M ce ne andiamo accompagnati da un grande senso di gratitudine e di meraviglia per tutto ciò che abbiamo ottenuto. A tutti coloro che si sono sentiti toccati dalla nostra musica, va il nostro ringraziamento più profondo per averci ascoltato", si legge in un comunicato diffuso sul sito del gruppo. Michael Stipe scrive: "Abbiamo costruito qualcosa di straordinario. Spero che il pubblico capisca che non è stata una decisione facile. Ma tutte le cose hanno una fine. E noi volevamo chiudere a modo nostro".

I R.E.M erano formati dal vocalist Michael Stipe, dal chitarrista Peter Buck, dal bassista Mike Mills e dal batterista Bill Berry, che lasciò il gruppo nel 1997 per motivi di salute. Principale successo della band viene considerato "Out of Time", vincitore nel 1992 di tre premi Grammy.

www.lastampa.it


venerdì 18 marzo 2011

John Mellencamp


NOTIZIA BOMBA
CLAMOROSO A UDINE
JOHN MELLENCAMP
12 LUGLIO 2011


PRIMA VOLTA IN ITALIA
Per la prima volta in 19 anni, John Mellencamp si lancia in un tour europeo, che lo porterà in Italia, dove non ha mai suonato in tutta la sua carriera, per 3 concerti: il 9 Luglio al Castello di Vigevano nell'ambito della rassegna "10 Giorni Suonati", il 10 a Roma, nella Cavea del Auditorium Parco della Musica e il 12 al Castello di Udine, nell'ambito del Folkest. I biglietti per tutti e tre i concerti sono in vendita a partire da Venerdì 18 Marzo.

stockbuick





giovedì 17 febbraio 2011

A good guitar

Ca. 1989, with 1952 Fender Telecaster fitted with Fender American Standard six-saddle bridge.

Ca. 1989, with 1952 Fender Telecaster fitted with Fender American Standard six-saddle bridge.