sabato 12 maggio 2012
Roba di Amilcare
sabato 5 maggio 2012
Roba di Amilcare
venerdì 28 ottobre 2011
Ignoranti per bene
Sono qui, culo sulla paglia della sedia e gambe sul tavolo…guardo le nuvole che non si muovono…guardo meglio e le nuvole invece corrono…corrono piano ma corrono…corrono come i nostri anni travasati, vecchio balordo…che sembra non passino mai…ma passano, correndo…a volte piano, a volte tirano ch’è un piacere…e da qui traccio lo sguardo oltre la punta delle scarpe…lo traccio dritto e teso come il filo del muratore…metto in bolla, tiro a piombo…lego un capo del filo alla punta delle scarpe e l’altro alla cima della montagna…e non so cosa dire…e non so cosa posso fare per fermare tutto questo ben di Dio…fermare le nuvole là dove sono…l’imbrunire…la bianca scia dell’aereo, dritta anche quella…fermare quello che tace intorno…fermare tutto, tranne il fracasso di pensieri che gira nella testa come il cemento nella betoniera…e ti dico Amilcare che noi due potevamo andarci quella volta a suonare in crociera per tirar su quattro soldi…per prenderci poi la locanda del Valter…non ci saremmo persi di vista vecchio caprone che non sei altro…dicevi che noi due sapevamo tante cose ma comunque ignoranti eravamo…ma in fondo eravamo ignoranti per bene…perché avevi ragione a dire che non eravamo ignoranti come gli altri…dicevi che di solito gli ignoranti o fanno i soldi o fanno quelli che sanno tutto…noi due non eravamo così…beh, vecchio pastrano, oggi comunque sappiamo ancora meno di ieri…è impossibile tenere il passo…ma forse, nonostante tutto, siamo ignoranti ma ignoranti che sanno quando hanno altri ignoranti di fronte…siamo ignoranti ma non per tutti…e questo è mica roba da buttar via…che dici…lo vedi il filo da là? Oggi prima di rincasare sai cos’ho fatto Amilcare? Un bagno nell’Oceano…eccome no…un bagno nell’Oceano ti rimette in qua…e come vedi lo scrivo in maiuscolo, è mica roba qualunque l’Oceano che conosco io…mentre tu tiravi il collo al motocarro, su e giù dalla riva, io raccontavo anche un po’ di te all’Oceano…E ti chiederai dov’è che ho trovato l’Oceano…Vecchio pastrano…me l’hai insegnato tu…l’Oceano uno non lo trova, lo incontra…anche in un posto piccolo.Stock Buick - For You, Oceano.
martedì 9 agosto 2011
Guardavamo giù dal paracarro
Vecchio balordo, qui non piove e non nevica…qui è agosto e fa caldo che metà basta…sei ancora vivo vecchio balordo? Il motocarro ti sopporta ancora o qualche volta gli dai un po’ di fiato? Sei ancora lì che aspetti Bartali? Arrampicato su quel colle, su quel paracarro di pietra da dove noi si guardava giù…ricordi Amilcare? Si guardava giù cercando di capire dov’era che abitava l’americana…e tu che dicevi che delle americane non ci si poteva fidare…che non ci si poteva fidare proprio per nulla…che un giorno stavano qua e il giorno dopo in Giappone o in Arabia...e avevi ragione vecchio pastrano…avevi proprio ragione…e poi tutto quell’americano da imparare…così difficile da dire e da capire…e loro che parlavano italiano solo quando erano stonfe di budweiser…perché agli americani l’italiano fa ridere, Amilcare…più tentano di parlarlo più ridono…facevamo ridere anche noi che non ridevamo quando ridevano…e quanto eravamo idioti nel guardare degli idioti che ridevano. Sai chi ti saluta? Ti saluta l’Oceano Amilcare…Noi due siamo proprio due balordi…per anni a guardare giù dal paracarro e non ci siamo mai accorti dell’Oceano. Buona notte vecchio balordo…
stockbuicksabato 27 settembre 2008
Un sorso d'intensità
Qui mi pare tutta una gran cianfrusaglia Amilcare…son tutti che parlano, urlano, vendono, spiano, scrivono, dicono…son tutti che dicono e predicono…son tutti che navigano in questo sacramentato mare di penitenti e confessori…gitanti travestiti da marinai, marinai senza più mare…è rete dicono…più che rete è reticolato delirante, delirio fatto a liquame…liquame planetario, intruglio claustrofobico di anime poetanti, baldracche debordanti, vagine spumeggianti…cianfrusaglia Amilcare…cianfrusaglia…mettiamo a rifugio il sentimento vecchio ignorante...intensità, solo un po’ d’intensità…ogni tanto un sorso d’intensità, per respirar…per non andar in malora...mercoledì 16 luglio 2008
Non fischiare balordo
Non fischiare balordo…abbi creanza, osserva tutto quel trafficare giù a valle…quel trafficare di trafficanti trafficati…umida umanità liquida, telecomandata, telescontata…ci siamo anche noi due vecchio pistone…siamo là in mezzo…guardati e riguardati, osserva bene…osserviamoci…la transumanza del nulla, il formicaio, tutto quel trascinare…osserva l’osservanza, le promesse…tutto quel gran daffare a sottocosto...compagnie deambulanti...sentimenti claudicanti...umida umanità liquida…(Stock Buick)
mercoledì 28 maggio 2008
Roba di Amilcare
martedì 26 febbraio 2008
Il secondo che è appena passato di chi era.Mio? Tuo? Nostro? Di chi era? Anzi, di chi fu? Fu di nessuno, fu di tutti e di nessuno. Fu alla vita imprestato e dalla vita liberato. Nulla più di così fu. Come ora, come dopo, come dopo per sempre. Come al di là dell’orizzonte che vedi, di quella linea di mare e polvere. Un tempo sapevamo scaldare le parole, sapevamo scaldarle tra le mani, sapevamo accendere il fuoco con le parole, con le parole dipingevamo il tempo, il nostro tempo. Sapevamo dare tana alle parole, rifugio al tempo, sangue al sentimento. Oggi è così Amilcare? No Amilcare, oggi non è così. O forse si. Non lo so. Oggi è diverso. È naturale che oggi sia diverso. Siamo forse un po’ più clandestini e forestieri nella terra del sentimento. Saremmo ridicoli se fossimo ancora qui, ostinati, a trattenere quel tempo. Il tempo non si trattiene vecchio balordo, è come l’acqua del fiume. Non si trattiene. E se sapevamo scaldare quelle parole e perché quelle parole respiravano il proprio tempo. Spesso tendiamo a trattenere parole che il fiume ha già portato via molte stagioni fa. E poi ci sorprendiamo perché non siamo capaci a riscaldarle. Le parole, come la minestra, non si riscaldano. Se non hai altro allora si, riscaldi quello che hai e tiri avanti come puoi. E noi spesso, vecchio balordo, tiriamo avanti come possiamo. Disimparando, giorno per giorno, a navigare sul nostro fiume.
(S.B.)
domenica 6 gennaio 2008
Amilcare non ce l’ho fatta, non ce l’ho fatta…alla fine le ho comprate…devi veder che roba, devivedercheroba Amilcare…erano anni che sognavo di averle, di portarle, di calzarle…devviveddercherobba porcamiseria di quella vacca impestata… nero vernice…uno spettacolo…speciali…roba di lusso…roba fina, mica cartone…erano anni che sognavo un paio di scarpe di nero vernice…lucide come una Bentley, morbide come un guanto…capra Amilcare, non c’è niente da fare, per le scarpe ci vuole pelle di capra…la fodera, devi sentire che fodera…anche quella in pelle di capra…tutto di capra…anche tacco e spighette…son costate un occhio della testa ma, credimi, ne valeva la pena…si cammina che è una meraviglia…ma come faccio a dirti, a raccontarti…ieri mi son preso un giorno di ferie per provarle…ho fatto sessanta chilometri senza neanche voltarmi indietro...ho pestato due merde di cane ancora calde…neanche una piega, neanche un po’ di puzza…anzi, la merda di cane con la pelle di capra sa fin da buono…alla sera poi mi sono infilato sotto le coperte e le ho tenute su…ho dormito tutta la notte con le mie scarpe di nero vernice, che sogno, che lusso…vedrai Amilcare, queste dureranno una vita…che spettacolo…non vedo l’ora di portarle al tango dell’Assunta…vedrai che roba Amilcare…vedrai, vedrai come il nero vernice farà girar e sospirar tutte le maschione della sagra…preparati Amilcare…balleremo al centro della pista pigiati da grandi tette e fianchi roteanti, tra profumi ardenti e accidenti…ci sarà anche la Linda, quella che balla sempre e non si ferma mai, quella che non parla mai d’amore ma che tromba a tutte le ore…vedrai che questa volta portiamo a casa qualcosa…metti in ordine la mobilia, datti una sistemata al muso e una al musetto… vecchio caprone, stanotte si balla...(Stock Buick)
mercoledì 5 dicembre 2007
Stai cercando o stai cercando di cercare? Non hai più gli anni della rivoluzione, a dir il vero non li hai mai avuti…siediti che è meglio, siediti e pensa…pensa a tutto il tempo che potresti perdere e a tutto quello che perdi pensando di trovare…eppoi, trovare cosa vecchio ignorante…hai portato a pisciare il cane stamattina? Hai sperato che qualcuna si fermasse e ti dicesse “che bello, come si chiama, posso accarezzarlo?...certo che lo hai sperato, come tutti i santi giorni vecchio ignorante…sei lì che invochi il miracolo, il miracolo di tremare vicino a qualcuna ti accarezzi il cane…e invece niente, nulla, merda…e sei lì che pensi di cambiare il cane, vorresti cambiare il cane perché quello che hai gli vuoi bene ma non funziona, non trova, non attira…un testone di cane…si può voler bene anche ai testoni...ma alle donne Amilcare piacciono i cani da cerca o da scovo…alle donne piace essere scovate vecchio ignorante…cosa vuoi che gliene freghi alle donne di accarezzare quel crucco del tuo bracco da ferma, con quella puzza di cagnone che si porta addosso tutto l’anno…prenditi un cocker, il cocker è sempre stato un formidabile cane da scovo, vedrai che funziona…te la scova il cocker la donna…alle donne piacciono i cocker…non vedi che le case sono piene di cocker…siediti e pensa vecchio pastrano e intanto manda in vasca il bracco…(Stock Buick)
giovedì 22 novembre 2007
Siamo invecchiati per capire cosa…nulla, vecchio ignorante…nulla…noi che della vida ci pareva di aver capito abbastanza, invece, nulla… non scegliamo più nulla…parole narcise, solo parole narcise ci rimbombano addosso…parole narcise Amilcare…valangate di parole narcise…non trebbiamo più nulla…carichiamo di tutto per non caricare nulla…e il nulla c’ingolfa…da una parte il grano dall’altra la paglia…così dovrebbe andare…il grano da una parte, la paglia dall’altra…cogliere e raccogliere…è sempre più dura Amilcare sedersi a tavola, dividere un viaggio…(Stock Buick)
venerdì 5 ottobre 2007
Sono giorni lenti Amilcare…goditi questa pioggia che arriva da lontano, da chissà dove…se guardi stai vicino a ciò che guardi…se ascolti ascolta il rumore della strada…non comperare il giornale oggi, stai fermo vecchio ignorante…fermo, tieni i soldi in tasca…non c’è nulla in questa mattina d'autunno che valga la pena d'esser letto…non c’è notizia che sia notizia…non c'è notizia che ci cambi la vita...la vendemmia è già andata… i corridori non passano, non passano più…annusa piuttosto l’aria che il pendolo muove, è aria del tuo tempo vecchio balordo…aria, aria Amilcare…senza muoverti vola via…stai fermo e vola.(Stock Buick)
martedì 7 agosto 2007
Il bancale sopra il frigo

Sovverti il pronostico vecchio balordo…tieni in mano il carico quel che basta…ricordati di portare il motocarro in officina prima che chiuda…fuori il tempo è in moto, è in moto anche la Gilera del Nane che prova anche stasera a rincasare vivo…mandali in mona Amilcare, hanno fatto il loro tempo, hai fatto il tuo tempo…abbi creanza vecchio balordo, una volta tanto guarda l’orbo del tuo cane che ti viene dietro al culo…sbava lui e sbavi te…uno spettacolo…da quando hai comprato il televisore non ti si vede più…adesso è il televisore ad organizzarti la vita e tu lo sapevi vecchio ignorante che sarebbe andata così…dicevi che il televisore non l’avresti mai e poi mai comprato sennò, sennò non avresti più battuto il fante…ecco invece la fine che hai fatto, vecchio balordo… dove l’hai messo, sopra il frigo?...che discorsi…il televisore va alto, come in osteria…alto che si va meglio a russare sulla sedia con la testa all’indietro…il televisore basso blocca la digestione e favorisce il vomito…ti vedo Amilcare in cucina a tirar su minestrone inchiodato ai culi di vetro…quante tette Amilcare quante tette…una dietro l’altra, una sopra l’altra, una in parte all’altra…altro che tressette, tette ci vogliono…per passare l’inverno quello che ci vuole è un bel bancale di tette, culi e patonze, come quelle del televisore…altro che legna…dai fuoco al bancale che hai sopra il frigo, vecchio ignorante, e sei a posto.
Stock Buick
