Depardieu Gerard
martedì 8 gennaio 2013
domenica 23 dicembre 2012
mercoledì 29 agosto 2012
martedì 14 agosto 2012
giovedì 31 maggio 2012
sabato 14 aprile 2012
giovedì 15 marzo 2012
venerdì 16 dicembre 2011
venerdì 2 dicembre 2011
lunedì 28 novembre 2011
Tour de France
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mercoledì 2 novembre 2011
giovedì 27 ottobre 2011
giovedì 20 ottobre 2011
giovedì 13 ottobre 2011
venerdì 30 settembre 2011
mercoledì 28 settembre 2011
martedì 20 settembre 2011
Tour de France
Bertrand Tavernier (Lione, 25 aprile 1941) è un regista francese, presidente dell’Institute Lumière. Tavernier è figlio del giornalista e intellettuale René Tavernier, per diversi anni presidente del PEN Club francese. Il padre, antifascista militante, pubblica clandestinamente diversi autori proibiti, sia prima della guerra che durante la lunga occupazione nazista. Durante la Seconda Guerra Mondiale nasconde a casa il poeta surrealista Aragon. Cresciuto in questo ambiente stimolante, il giovane Bertrand si appassiona al cinema fin da giovanissimo e si avvicina presto agli ambienti della rivista Cahiers du Cinéma, animata da Jean-Luc Godard e François Truffaut. Grazie allo stesso Aragon, che gli scrive un articolo di commento a Fino all’ultimo respiro (1960) di Godard, riesce a fare colpo sulla redazione della rivista e comincia una fruttuosa collaborazione.
mercoledì 14 settembre 2011
venerdì 9 settembre 2011
martedì 30 agosto 2011
Tour de France
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- La solitudine
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- io vengo da un altro mondo, da un altro quartiere, da un'altra solitudine.
- Oggi come oggi, mi creo delle scorciatoie. Io non sono più dei vostri.
- Aspetto dei mutanti; Biologicamente me la cavo con l'idea che
- mi sono fatto della biologia: piscio; eiaculo; piango. Innanzi tutto
- noi dobbiamo lavorare le nostre idee come se fossero
- dei manufatti.
- Io sono pronto a procurarvi gli stampi. Ma...
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- la solitudine...
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- Innanzi tutto le lavanderie automatiche, agli angoli delle strade, sono imperturbabili così come il rosso o il verde dei semafori. I poliziotti del detersivo vi indicheranno dove vi sarà possibile lavare ciò che voi credete sia la vostra coscienza e che non è altro che una succursale di quel fascio di nervi che vi serve da cervello. E pertanto...
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- La solitudine...
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- La disperazione è una forma superiore di critica. Per ora, noi la chiameremo "felicità", perché le parole che voi adoperate non sono più "parole", ma una specie di condotto attraverso il quale gli analfabeti hanno la coscienza a posto. Ma...
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- la solitudine...
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- Del Codice Civile ne parleremo più tardi. Per ora, io vorrei
- codificare l'incodificale. Io vorrei misurare il pozzo di
- San Patrizio delle vostre democrazie.
- Vorrei immergermi nel
- vuoto assoluto e divenire il non detto, il non avvenuto, il non vergine per mancanza di lucidità. La lucidità me la tengo
- nelle mutande.