domenica 9 gennaio 2011
Bignami
Dal Bignami secondo me
Se non credo in Dio, perche' dovrebbe, nel prossimo millennio, chiamarmi a se'.
Coperton Buick
sabato 8 gennaio 2011
Punto e virgola
di Arduino e Vittorino Marseghelot
A: Te piase el cinema muto?
V: Mah! no'l me dis nient.
Elisa Buick
venerdì 7 gennaio 2011
Punto e virgola
di Arduino e Vittorino Marseghelot
A: Tremonti ga' dita che la crisi le' finia.
V: Le finia tall'immondisia.
Coperton Buick
giovedì 6 gennaio 2011
"Il paese della vergogna"
Daniele Biacchessi (voce narrante)
Marino Severini dei Gang (voce e chitarra)
Sandro Severini dei Gang (chitarra solista)
".......Daniele Biacchessi racconta misteri, omicidi e stragi in un Italia che sembra ormai vivere in una perenne ri(e)mozione forzata. Con la voce e la potenza di uno scrittore che è l'unico erede della narrativa civile di Pier Paolo Pasolini." (La Repubblica, Gian Paolo Serino)
"Non gli servono effetti speciali. Bastano la sua voce e la volonterosa musica di un paio di amici. Perché è la storia d'Italia, quella più fosca, più scomoda, più vergognosa, ad accapponare la pelle del pubblico. Daniele Biacchessi gira le piazze come un antico cantastorie a svegliare le coscienze dei cittadini. " (La Stampa, Bruno Ventavola)
"Le quattro pièce d'impegno civile contenute nel libro di Biacchessi vorrebbero essere un contributo a scostare le ante del Paese da quel muro che ne impedisce l'apertura «perché - riflette l'autore - una società che non può fare i conti col passato, non comprende il proprio presente e non può progettare il futuro." (Il Sole 24ore, Lionello Mancini)
1944, Sant'Anna di Stazzema. Inizia da un immagine di un girotondo di bambini il racconto di Daniele Biacchessi, accompagnato da Marino e Sandro Severini dei Gang. Questo spettacolo parte da un dato di fatto, incontrovertibile. In Italia la verità storica non segue mai lo stesso binario della verità giudiziaria. Le prove delle stragi nazifasciste di Sant'Anna di Stazzema e Marzabotto nascoste nel cosiddetto "Armadio della vergogna". I colpevoli di stragi come Portella della Ginestra, Piazza Fontana, Piazza della Loggia a Brescia, treno Italicus, stazione di Bologna, Rapido 904, sono tutti sostanzialmente liberi. E' l'Italia spiazzante delle verità negate, raccontate da Biacchessi attraverso scene esemplari, flash su personaggi diversi tra loro ma uniti da un solo nome: ingiustizia. Sono Fausto e Iaio, i giovani militanti di sinistra ammazzati a Milano pochi giorni dopo il sequestro Moro; Peppino Impastato, direttore di Radio Aut, assassinato da Don Tano Badalamenti; Giovanni Falcone e Paolo Borsellino uccisi dalla mafia politica. Un collage di fatti e storie, carichi di emozioni. "Il paese della vergogna" é soprattutto un libro di Chiarelettere Editore. Raccoglie, in una versione riveduta e ampliata, alcuni testi di teatro narrativo civile scritti e interpretati in centinaia di repliche da Daniele Biacchessi: "La storia e la memoria", "Fausto e Iaio", "Storie d'Italia" e "Quel giorno a Cinisi. Storia di Peppino Impastato". I quadri sulla strage di via dei Georgofili e Libero Grassi sono scritti da Raja Marazzini.13.
Bignami
Dal Bignami secondo me
Non sono perfetto
nemmeno imperfetto,
comunque presente.
Coperton Buick
mercoledì 5 gennaio 2011
Mickey Rourke
Mickey Rourke sdentato nel ruolo di Gareth Thomas
La Stampa.it(05/01/2011)
martedì 4 gennaio 2011
Bignami
Dal Bignami secondo me
Prese il fucile puntandoglielo contro
poi decise che per quel giorno,
ne aveva abbastanza.
Coperton Buick
lunedì 3 gennaio 2011
domenica 2 gennaio 2011
Punto e virgola
Il punto e virgola
di Arduino e Vittorino Marseghelot
A: Le calae le visite ultimamente tal Blog.
V: Co tutti i grossi chi ga' vert in sona.
Coperton Buick
Bignami
Dal Bignami secondo me
Arrivano, restano un po' e se ne vanno velocemente, gli anni non li trattieni con la scusa di una cena.
Coperton Buick
sabato 1 gennaio 2011
Billy the kid
Negata la grazia a Billy The Kid,
fuorilegge morto 129 anni fa
Il fuorilegge Billy The Kid in una riproduzione del 1881
La leggenda del Far West
venne uccisa dall'altrettanto
mitico sceriffo Pat Garrett
NEW YORK
Billy The Kid non riceverà la grazia. A quasi 130 anni dalla sua morte il governatore democratico del New Mexico Bill Richardson, dopo aver esaminato a fondo i documenti, ha rifiutato oggi, nel suo ultimo giorno in carica, di concedere la grazia al famigerato fuorilegge.
La proposta di grazia riguardava l'omicidio dello sceriffo della contea di Lincoln, William Brady, ucciso da Billy The Kid nel 1878. Richardson ha specificato di aver rifiutato la grazia perché "non vanno trascurati i documenti storici e la storia del vecchio West".
Accusato di 21 omicidi, uno per ogni anno di vita, Billy The Kid, conosciuto anche come William Bonney o Henry McCarthy, sarebbe dovuto tornare in libertà dopo aver testimoniato su un caso di omicidio a cui aveva assistito. Il perdono del governatore territoriale Lew Wallace, in carica dal 1878 al 1881, però non arrivò mai. Nel 1881 fu ucciso dallo sceriffo Pat Garrett durante un'imboscata nei pressi di Fort Summer, pochi mesi dopo la sua evasione dal carcere.
La proposta di grazia aveva alimentato forti polemiche in New Mexico e nel resto degli Stati Uniti, e l'ufficio del governatore Richardson aveva lanciato un sondaggio online, terminato domenica scorso, che aveva visto 430 persone votare a favore del perdono del fuorilegge e 379 che si erano schierate contro.
La Stampa
giovedì 30 dicembre 2010
Ho messo via
Ho messo via
Ho messo via
una moneta in tasca,
ed un pizzico di allegria.
Ho messo da parte
tre versi per la pensione,
ed una coperta per la brutta stagione.
Ho messo via
una manciata di sentimenti,
e due libri per ossigenarmi la mente.
Ho messo da parte
un sacco di grano in soffitta,
e fazzoletti di stoffa per ogni sconfitta.
Ho messo via
una buona battuta,
ed un fiasco di grappa di Ruta.
Ho messo da parte
un tuo complimento,
ed un orologio per non perder tempo.
Ho messo via
una piantina di vite,
ed una camicia bianca
per dimenticar le fatiche.
Ho messo da parte
un po' di resistenza,
e per quel che resta da vivere
tutta la mia incoscienza.
Coperton Buick
martedì 28 dicembre 2010
Punto e virgola
A: Atu' cambia' le corde della chitarra?
V: Si, go mess su quele invernali.
Coperton Buick
sabato 25 dicembre 2010
Punto e virgola
A: Te trovitu meio a guidar coi ociai.
V: Ostia, adess vedo anca el conta chilometri.
Coperton Buick
martedì 21 dicembre 2010
Ciao Vecio

Il vecio tra i padri della patriadi Maurizio Crosetti
Con quel profilo azteco, Enzo Bearzot pareva già un personaggio storico quando ancora andava in panchina, lui e la sua pipa, lui e il suo labbro tremulo per troppa emozione. Erano tempi in cui la gente tutta d'un pezzo controllava quasi ogni parte del corpo, nel tumulto emotivo: non era freddezza, era decoro. Poi, tanto, sarebbe di certo venuto il giorno della gioia piena e suprema, incontenibile. Basta aspettare, e lavorare, basta essere seri e veri.
Stava male da tempo, e da tempo non concedeva interviste, pareri, commenti, giusto qualche pezzo sulla Gazzetta. Era anche ritrosia, o forse amarezza: non poteva, il vecio, sentirsi contemporaneo di questo calcio volgare e cialtrone che pure lui non offese mai: meglio il silenzio, più dignitoso. Il silenzio che nasce per misericordia, e pudore.
Nei giorni del mundial spagnolo, i primi e più difficili, Enzo Bearzot venne ferocemente criticato da tutti. Perché si ostinava con Paolo Rossi. Perché l'Italia giocava male e lui niente, avanti così. Un testone. La sua squadra bellissima, la migliore tra quelle azzurre del dopoguerra e forse di sempre (addirittura inarrivabile per brio, freschezza, classe) fu quella del mondiale argentino del '78, dove nacque il trionfo di quattro anni più tardi. Gli "argentini" giocarono anche meglio degli "spagnoli".
Lui, Zoff, Scirea, i tre angoli di pietra di una squadra di uomini. Gente robusta dentro, pochissime parole, solo fare bene e lasciar dire. Gente come non se ne trova più, oppure bisogna saperla cercare. Gente che, nel calcio, e tra gli allenatori, non a caso arriva spesso dal Friuli, terra di valore e valori: Bearzot, Capello, ora Reja e Delneri. Perché per insegnare bisogna sapere, e per saper insegnare bisogna essere.
Enzo Bearzot appartiene ai padri della patria, non pensiamo sia un'esagerazione dirlo, e scriverlo. È nella storia vera, quella che si fa senza chiacchiere, perché lo sport è vita al quadrato, è emozione, forza, tenacia, educazione, lo sport è la strada attraversata dai sogni quando i sogni prendono corpo, e ogni tanto succede. Bearzot era perfetto, accanto a Pertini: due gemelli, non solo per la passione delle carte e dello scopone.
In un tempo che fatica a ritrovarsi, dove gli esempi e i riferimenti svaniscono e sbiadiscono, figure come Enzo Bearzot sono stelle polari, anche adesso che tutto cambia, forse più adesso di prima. Non tutto è perduto se resta la memoria, e se raccontiamo ai nostri figli e ai nostri nipoti di come lottarono e vinsero quegli azzurri, soli contro tutti, anche se poi non è mica una coppa del mondo il vero trionfo. Il trionfo è essere com'era Bearzot, come dovrebbero essere tutti quelli che amano, insegnano e praticano lo sport. Schivi quanto basta, sinceri e concreti sempre. Una leggenda, una specie di zio nei ricordi di tanti. Un punto di riferimento non per ieri, ma per domani. E grazie, di cuore, per quella gioia lontana che pure non finisce mai.
(21 dicembre 2010) repubblica.it
lunedì 20 dicembre 2010
giovedì 16 dicembre 2010
Bignami
Coperton Buick
Quello che ho scritto l'ho copiato dalla mia immaginazione.
martedì 14 dicembre 2010
Talento
Coperton Buick
Talento ed allenamento
due ingredienti per la scalata al successo,
se non hai il primo
devi darci sotto con il secondo,
se il primo ce l'hai
puoi permetterti di snobbare il secondo.
Se li hai entrambi
diventi antipatico e cominci a stare sugli attributi altrui.
Se non hai nè l'uno nè l'altro
possono concederti la simpatia,
accompagnata dalla compassione
e gli attributi sono tutti tuoi.
giovedì 9 dicembre 2010
mercoledì 8 dicembre 2010
Punto e virgola
A: Cosa ghe vol par passar al digitale?
V: La licensa de pesca.
Coperton Buick
lunedì 6 dicembre 2010
Vento
Coperton Buick
Vento che soffia sulla sabbia
vento che spazza la spiaggia
vento che spiazza la piazza,
vento che non vedo in faccia.
Vento violento in aumento
vento forte sinuoso e portento
vento crudo sul Tagliamento
vento d'inverno e di cemento.
Vento mite di Scirocco
vento e acqua profonda dove non tocco
vento di fiume e di mare
vento umido di temporale.
Vento che piega gli alberi
vento che confonde la foresta,
vento che stacca le foglie
vento che disperde cio' che si raccoglie.
Vento tagliente sul viso
vento che tira e spara,
vento che piega e spiega
vento e acqua che t'annega.
Vento del nord alle spalle
vento che soffia a prua,
vento che non dorme la notte
vento che al limite si calma per un po'.
Vento piu' veloce del tempo
vento di morte e sgomento,
vento che porta primavera
vento che bel tempo si spera.
giovedì 2 dicembre 2010
Punto e virgola
A: Te sotu iscrito a Facebook?
V: Si, me faso ciamàr mona e go' mes la to foto.
Coperton Buick


