ANCHE L'OVVIO E' IN BILICO (CARLOS)

martedì 20 novembre 2007

Stanlio: "Come mi trovi?"
Ollio: "Oh! non sei cambiato affatto"
Stanlio: "Anche tu sei lo stesso... se non ti avessi visto non ti avrei riconosciuto!"

Homo consumens: il nuovo libro di Bauman






Homo Consumens
Erickson, Gardolo (Trento) 2007
pagine 112, euro 10,00




Lo sciame inquieto dei consumatori e la miseria degli esclusi

La dote più preziosa di Bauman è quella di riuscire a penetrare la scorza del mondo sociale, che appare nella sua naturale ovvietà, per mostrarci significati difficili da cogliere proprio perché così quotidiani e evidenti. Nella società dei consumi della modernità liquida, lo sciame tende a sostituire il gruppo. Lo sciame non ha leader né gerarchie perché il consumo è un'attività solitaria, anche quando avviene in compagnia. La società dei consumatori aspira alla gratificazione dei desideri più di qualsiasi altra società del passato ma, paradossalmente, tale gratificazione deve rimanere una promessa e i bisogni non devono aver fine, perché la piena soddisfazione sfocerebbe nella stagnazione economica. Il contraltare dell'homo consumens è l'homo sacer, il povero che, per carenza di risorse, è stato estromesso dal gioco in quanto consumatore difettoso o "avariato". La miseria degli esclusi non è più considerata un'ingiustizia da sanare, ma il risultato di una colpa individuale: così, le prigioni si sostituiscono alle istituzioni del welfare. Il contributo che Bauman offre con questa analisi critica è quello di riproporre il tema dell'agire morale: un agire intrinsecamente libero, e quindi sempre a rischio di venir meno, ma che pure costituisce una caratteristica originaria dell'essere umano, alla base della sua socialità e, in ultima istanza, della sua sopravvivenza come specie.
(libreriauniversitaria.it)

sabato 17 novembre 2007

A proposito di...giovani teste di cazzo

I giovani non sono abituati a capire il mondo,
sono cresciuti per essere dei consumatori,
non hanno sviluppato una coscienza critica,
galleggiano sul fiume come idioti.

(Vivienne Westwood, dal Mucchio Selvaggio nov. 07)

(C.B.)

giovedì 15 novembre 2007

A proposito di teste di cazzo

Riprendendo il commento del Governatore al post sulle teste di cazzo.

Proprio così caro Governatore. Il problema delle teste di cazzo non è solo dentro ed intorno ai campi di calcio. Una studentessa ieri muore sotto la corriera ed alcuni compagni la riprendono con il telefonino e la danno immediatamente in pasto a You Tube. Il tutto a Modena...
Viaggia a velocità sempre più alta (altro che TAV) l'inarrestabile processo di abbruttimento della specie umana. Ha ragione il Preside dell'Istituto d'Arte (la scuola della ragazza) quando afferma che è in atto "un'agghiacciante degenerazione delle relazioni umane". Proprio così. L'agghiacciante degenerazione delle relazioni umane è oggi una pandemia indebellabile. E' vero, nel mondo ci sono milioni di persone in gamba. Ma è come dire che Mussolini ha fatto anche cose buone o che a Cuba sono tutti laureati...

(S.B.)
Finalmente i loosers di Athens hanno sfornato il loro primo album ufficiale dal vivo.
Dopo Springsteeen qualche mese fa, anche i R.E.M., al “The point”, hanno registrato il loro evento live.
Dublino dunque centro strategico delle Rock performance, motivo legato forse al verde, all’aria buona, al Soul, alla birra o alla tranquilla passione degli irlandesi.
Il tour è quello del 2005 (le date italiane sono Milano e Bolzano con sottotitoli in tedesco), che fa seguito ad “Around the sun”, non particolarmente brillante ed ispirato, ma sul palco Stipe e soci, trasformano in oro anche i sassi del Piave.
Con una maschera alla Zorro dipinta intorno agli occhi, Michael appare sul palco, bussa sul microfono per tastarne la resa, e si parte in modo aggressivo con “I took your name” da Monster.
La scaletta è micidiale, s’alternano i pezzi di “Automatic for the people”, “Monster”,”Up” e appunto “Around the sun”.
Brividi lungo la schiena per alcuni episodi quali, Everybody hurts , Orange crush (Green), What’s the frequency Kenneth?, e la conclusiva e coinvolgente Man on the moon.
Il nostro Michelino Clovis, clown e giullare del palco, ha la solita voce grintosa, potente, graffiante che arriva ovunque, gira e piroetta intorno al suo asse, elegante in giacca, cravatta e cappello, che smette con il passare dei pezzi, per ritrovarsi in maglietta, libero di volteggiare e snodarsi come un abile contorsionista.
Il suo viso sembra sempre più, vedi la recente visita da Fazio Fabio, al malato terminale di Tom Hanks in Philadelfia di Demme J.
Scavato, rugato e provato, ma la vitalità si nasconde sotto la pelle, basta accendere la miccia, caricarlo come il coniglio di Duracell, e lui salta, rimbalza, mima, vola leggero come la sua anima.
Il resto della band accompagna, ispira, flirta con il pubblico, mentre la chitarra di Peter Buck è il motore sempre tirato a pieni giri, il ritmo cambia le tonalità della scenografia che passano dal bianco e nero, al verde acido fino al blu elettrico.
Ritengo i R.E.M., a quasi trent’anni dall’esordio, con una carriera ricca di episodi importanti e poche sbavature, una specie da proteggere.
Prima dell’estinzione, speriamo ci regalino ancora momenti di grande tensione emotiva, come questo ultimo dvd.
Il tutto poi, a mio modesto parere, si racchiude in due parole, che sono per noi fans il senso della nostra presenza e passione, ovvero entusiasmo ed emozione.

(Coperton Buick)

mercoledì 14 novembre 2007


Antonio Caponi: Giovanotto, carta, calamaio e penna, su! Scriviamo!...dunque, hai scritto?
Peppino Caponi: Eh, un momento, no?
Antonio Caponi: E comincia, su!
Peppino Caponi: [Fra sé e se'] Carta, calamari e penna...
Antonio Caponi: OOOHHHH.... [Inizia a dettare] Signorina!...Signorina!
Peppino Caponi: [Si gira verso la porta] Dove sta?
Antonio Caponi: Chi è?
Peppino Caponi: La signorina.
Antonio Caponi: Quale signorina?
Peppino Caponi: Hai detto "Signorina?".
Antonio Caponi: È entrata la signorina?!?
Peppino Caponi: [Di nuovo verso la porta] Avanti!
Antonio Caponi: ...Animale! "Signorina" è l'intestazione autonoma...della lettera...oh! Signorina! [Peppino cambia il foglio] Non era buona quella signorina là?
Peppino Caponi: è macchiata...
Antonio Caponi: Signorina!...veniamo...veniamo... [Peppino nel frattempo fa' da coro continuando a dettare a se stesso, per le prossime battute]...veniamo noi con questa mia addirvi.
Peppino Caponi: Addirvi...
Antonio Caponi: Addirvi, una parola: addirvi!
Peppino Caponi: Addirvi una parola...
Antonio Caponi: [Alzando la voce] Che!
Peppino Caponi: Che!
Antonio Caponi: Che è?
Peppino Caponi: Che è?
Antonio Caponi: Che è?
Peppino Caponi: Uno, quanti?
Antonio Caponi: Che è...
Peppino Caponi: Uno che!
Antonio Caponi: Uno che! Che è...
Peppino Caponi: Che è! eh..
Antonio Caponi: Scusate se sono poche...
Peppino Caponi: Che.
Antonio Caponi: Che è? Scusate se sono poche, ma SETTECENTOMILA [scandendo la cifra] lire, punto e virgola, noi.
Peppino Caponi: Noi...
Antonio Caponi: Ci fanno...specie che quest'anno, una parola, questanno...c'è stato una grande moria delle vacche [Peppino ripete, scrivendo], come voi ben sapete! Punto! Due punti!...ma sì, fai vedere che abbondiamo...abbondandis'id abbondandum...questa moneta servono, questa moneta servono...questa moneta servono acchè voi vi consolate...aho, scrivi presto!
Peppino Caponi: Conninsalate...
Antonio Caponi: Che voi vi consolate...
Peppino Caponi: Ah, avevo capito con l'insalata.
Antonio Caponi: Voi vi consolate, non mi fa' perdere il filo che ce l'ho tutta qui!
Peppino Caponi: Avevo capito coll'insalata!
Antonio Caponi: Dai dispiacere, dai dispiacere che avreta...che avreta...che avreta. Eh già, è femmina, è femminile. Che avreta perché...perché? io non so...
Peppino Caponi: Perché che cosa?
Antonio Caponi: Perché che? ohhhh, perché! Dai dispiacere che avreta perché! è aggettivo qualificativo, no?
Peppino Caponi: [Sottovoce] Io scrivo...
Antonio Caponi: Perché! Dovete lasciare...nostro nipote...che gli zii, che siamo noi medesimo di persona... [Peppino si tampona la fronte]...ma che stai facendo 'na faticata, si asciuga il sudore... [Peppino sospira]...Che siamo noi medesimo di persona, vi mandano questo. [Mostrando la scatola contenente i soldi]
Peppino Caponi: Questo.
Antonio Caponi: Perché il giovanotto è studente che studia, che si deve prendere una laura...
Peppino Caponi: Laura.
Antonio Caponi: Laura...che deve tenere la testa al solito posto, cioè...sul collo. Punto, punto e virgola. Punto e un punto e virgola.
Peppino Caponi: Troppa roba..
Antonio Caponi: Salutà..lascia fare..dicono che noi siamo provinciali, siamo tirati. Salutandovi indistintamente. Salutandovi indistintamente...sbrigati!...salutandovi indistintamente, i fratelli Caponi, che siamo noi...questa, apri una parente...apri una parente, dici: che siamo noi, i fratelli Caponi.
Peppino Caponi: Caponi...
Antonio Caponi: Hai aperto la parente? [Peppino annuisce] Chiudila!


martedì 13 novembre 2007



Star fuori

Star fuori,
voglio star fuori dal mondo,
e da tutti i suoi casini.
Non ci sono più campi ne alberi,
non c’è più cielo ed ossigeno per tutti.
Ci sono quei miserabili e minuscoli esseri,
che alzano le braccia, le mani, gli uni sugli altri,
le loro voci, le une sulle altre,
gridano, urlano, senza mai dire nulla.
Voglio stare fuori,
seduto su un vecchio ceppo,
con le gambe accavallate,
il gomito sul ginocchio,
il palmo della mano a sorreggermi,
e direzionare gli occhi dall’altra parte.
Vorrei vedere il mare per calmarmi un po’,
spero ci sia,
anche qui fuori dal mondo.
Credo che un uomo abbia il diritto di guardare il mare.

(Coperton Buick)

domenica 11 novembre 2007

La Prugna


La Prugna imprugna il mondo
cola piano sul girotondo
La Prugna profuma la vita
appena la sfiori con le dita

La Prugna muove il mare
è come miele sopra il sale
La Prugna scalda l'osso con la polpa
e poco importa se non è colta

(Stock Buick)

venerdì 9 novembre 2007

Steve on Magic

"Anyway, I finally heard the record. It's called “Magic” and it's great. Now, that's a qualified “great.” It's not “Born To Run” or “Greetings From Asbury Park, New Jersey.” It's a rare moment when an artist can make music 25 years into his career that stands up with his best work (I'm thinking maybe Dylan, Neil Young[I], Muddy Waters and…well, have you listened to “Here Come The Miracles” lately?) But I will go on record as saying that this album is the best thing Springsteen has done since “Tunnel Of Love” and that “Girls In Their Summer Clothes” is one of his best tracks ever.”

Steve Wynn

(S.B.)

giovedì 8 novembre 2007

__________________________________________________
(S.B.)


Giorno di lavoro
(Factory revisited)

Ogni mattina,
dalla finestra della camera,
vedo mio padre che scende giù nel viale,
con il mantello grigio come i suoi cappelli,
la borsa di pelle consumata dal vento,
che penzola lungo il braccio come un morto appeso.

Cammina verso la fermata dell’autobus,
e verso una giornata di lavoro in fabbrica,
in quella maledetta fabbrica come la chiama lui.

Lavora alla pressa,
ha un tic agli occhi,
che va’ d’accordo con il ritmo della macchina.
Ogni minuto, per otto ore, prende una lamiera,
e la mette sul pianale,
ci pensa il bisonte d’acciaio a fare il resto.

La sera,
rientra a casa,
curvo dagli anni e dalla sua borsa,
che come lui,
non ne può più.
Sembra abbia lasciato la spina dorsale,
in fabbrica.

Mentre lo guardo,
penso alla sua gioventù,
ai suoi sogni e speranze,
a prospettive diverse.
Ma la famiglia ti prende qualcosa,
e devi dargli da vivere,
lavorando in fabbrica,
solo in fabbrica,
in ogni giorno di lavoro,
in fabbrica.

“...Men walk through these gates with death in their eyes. And you just better believe, boy, somebody's gonna get hurt tonight, It's the working, the working, just the working life.”


(Liberamente ispirato dalla canzone Factory
“Darkness on the edge of town” di Bruce Springsteen)

(Coperton Buick)

mercoledì 7 novembre 2007


Tu mi voti, ti do il lavoro!

Non mi voti? 'ngulo a te a tutta la famigghia!

(Cetto La Qualunque)

lunedì 5 novembre 2007


Ottovolanti arrugginiti, giostrai claudicanti, scioperanti in sciopero…l’involuzione del pensiero antropomorfico risplende sopra le future generazioni…passa il vento e passa la bufera…non c’è sorriso che tenga, non c’è pioggia che lavi, non c’è porta che porti…la mandria passa lenta sotto l’occhio del bue padrone, passa lenta e attenta, lenta e attenta…comandanti comandati studiano gli ordini di carriera…la scuderia del capo necessita di scudi migliori…in Vaticano sono iniziati i lavori di controsoffittatura in cartongesso della basilica di S. Pietro…da sempre Dio è per il risparmio energetico e per un amore fotovoltaico…finalmente il galateo ritrova il suo splendore tra le cosce della patria...anche la puzza di piedi negli uffici pubblici è pagata con i soldi dei contribuenti…oggi più di ieri la piazza spiazza…happy hour, happy happy ieh.

(S.B.)
BUON VIAGGIO
BARONE



La Felicità

Cerchemo la felicità
in zorni staordenari:
‘na pataca che no riva,
‘na femena che manca,
‘na staion che sbalia.
Cussì, da ‘na verta
a st’altra, consumemo
el tempo a morsegoni
come el pan co l’è poc.
Po’ da veci se acorzemo
che la felicità spetada
no gera altro che viver,
cussì, ogni zorno un toc.

Romano Pascutto
(S.Stino di Livenza)

(C.B.)

sabato 3 novembre 2007

«In un'aia di fango e melma,
schiacciati come grossi capponi
ci becchiamo senza speranza
perché la morte non ci basta».

Francesco Patrucco

dialoghi@lastampa.it

(fonte: Tuttolibri, in edicola sabato 03 Novembre)

mercoledì 31 ottobre 2007

La Leggenda














La formazione dei 110 anni secondo Gianni Mura di Repubblica:

Zoff
Cannavaro
Thuram
Scirea
Cabrini
Furino
Tardelli
Boniperti
Platini
Bettega
Sivori

(Coperton Buick)
Fonte:La Stampa
Cuanta Pasión
Paolo Conte
(Live Arena di Verona 2005)

Ma sì, sarà il carattere
o la malinconia
che sta dietro al carattere
come una gelosia
sarà il pensiero vergine
che ha la fantasia
vissuta dal carattere
come la frenesia

Cuanta pasiòn en la vida
cuanta pasiòn
es una historia infinita
cuanta pasiòn
una illusiòn temeraria
un indiscreto final
ay, que pasiòn visionaria
y teatral!

Le vigne stanno immobili
nel vento forsennato
il luogo sembra arido
e a gerbido lasciato
ma il vino spara fulmini
e barbariche orazioni
che fan sentire il gusto
delle alte perfezioni

Cuanta pasiòn en la vida
cuanta pasiòn
es una historia infinita
cuanta pasiòn
una illusiòn temeraria
un indiscreto final
ay, que vision pasionaria
trascendental!

Più son pallide e languide
le donne nell' andare
e meglio sanno esprimere
il morbido sbandare
che arriva dai vulcani antichi
e dalle onde del mare
che sulle terre tiepide
si sporgono a danzare

Cuanta pasiòn en la vida
cuanta pasiòn
es una historia infinita
cuanta pasiòn
una illusiòn temeraria
un indiscreto final
ay, que pasiòn visionaria
y teatral!

Le musiche difficili
son spiriti dannati
che dal naufragio invocano
interpreti spietati
ma, dato che contengono
occulte persuasioni,
ti strappano anche l' anima
insieme ai pantaloni

Cuanta pasiòn en la vida
cuanta pasiòn
es una historia infinita
cuanta pasiòn
una illusiòn temeraria
un indiscreto final
ay, que vision pasionaria
trascendental!

giovedì 25 ottobre 2007

Mostra fotografica all'Università di Borgomeduna

Il 6 e 9 agosto 1945 due bombe atomiche distrussero le città di Hiroshima e Nagasaki
spegnendo in un solo attimo oltre 210.000 vite umane.
Oggi, dopo 62 anni, gli "Hibakusha", i sopravvissuti di quel giorno,
ed i loro discendenti soffrono ancora dei devastanti effetti della contaminazione radioattiva.
Sono 250.000 le persone che ancora oggi patiscono seri danni alla salute a causa delle due esplosioni.

Le città di Hiroshima e Nagasaki non hanno mai cessato di dichiarare al mondo
l'inumana crudeltà delle bombe atomiche
e hanno sempre insistito sulla necessità di un totale disarmo nucleare.

Da quell’impegno nasce anche la mostra fotografica che il Comune di Pordenone e il Consorzio per l’Università di Pordenone in collaborazione con le Università giapponesi di Nagoya, Koachi e Ritsumeikan e con il patrocinio del Consolato generale del Giappone in Italia propongono alla città.

Inaugurazione della mostra fotografica

MAI PIU’
HIROSHIMA/NAGASAKI


lunedì 29 ottobre 2007, alle ore 15.30
nella sede del Consorzio Universitario di Pordenone
in via Prasecco 3

La mostra rimarrà aperta fino al 10 novembre 2007
tutti giorni dalle ore 8.30 alle ore 20.00

Flash/News

Dura presa di posizione da parte dell’Arcigay nei confronti di Grillo, colpevole d’aver mandato affanculo tutti esclusi i sopra citati, che avrebbero gradito l’epiteto.

Il governo ha deciso di investire il tesoretto nell’A.G.I.P., ovvero l’associazione dei giovani industriali petroliferi.

In caso di elezioni anticipate, l’unica possibilità di vittoria per la sinistra sarebbe quella di andare a votare su Giove, il solo pianeta del sistema solare rimasto rosso.

Letta e Bindi, dopo la delusione delle primarie, formeranno un nuovo partito, ovvero il P.M.D.(Partito Molto Democratico).
La scelta della leadership sarà affidata, naturalmente, al popolo che potrà votare come e ovunque creda, mezzo internet, s.m.s., al supermercato, al grill, al cesso del grill, alla signora che piantona il cesso del grill.
Già pronta la cosa 2, fase 2, 2 tempi, 2 tempi da 45 sono troppi, si gioca ad una porta sola con il portiere volante , che prevede per il perdente un ulteriore partito chiamato P.P.D.(Partito Più Democratico) a senso unico con obbligo di svolta a destra, monofase, fase da mona, senza inversione ad “u” ma proseguire parallelamente alle convergenze trasversali.
Al primo stop fermarsi, contare fino al 10, e via senza remore e paura, che tanto siamo in Italia.
(Coperton Buick)

mercoledì 24 ottobre 2007

Stratificazioni sottovuoto delimitano l’alba carsica…massicci volantinaggi persistono nell’agorà delle morse imprenditoriali…brucia l’ignifuga pazienza degli ornitorinchi in calore…suonate campane, suonate a festa…pregate pregatori preganti…predicate predicatori predicanti…milioni di nuvole pechinesi arrugginiscono ammassate in bancali di rovere…svendita totale per miliardi di profezie...l'umanità gongola e rigongola...giocoforza paga la prospettiva dell’indecenza…giocoforza si forza il gioco…sono aliti ad alitare, vetri ad appannare, porte a portare, troni a tronare, trombe a trombare…confesse a confessare...blateranti a blaterare…invidie ad invidiare.
(S.B.)